Nella nostra globalizzazione del mercato, vendere un prodotto serve un richiamo forte con una forte promessa, che rimanga impresso nelle nostre menti deboli.
Se non è grado di soddisfare i nostri bisogni, almeno che ne crei di nuovi.
Il marketing riesce benissimo in questo intento e ogni giorno mi stupisce di quanta creatività sia impiegata per divulgare prodotti di ogni tipo.

Le agenzie di marketing usano messaggi spesso ambigui e sopra le righe per promuovere un articolo. In alcuni casi adottando quella palese e accettata falsità che risulta anche affascinante, come ad esempio; la famiglia felice del Mulino Bianco.

Una pratica diventata di uso comune a cui nessuno ci presta più attenzione. Perchè alla fine, non importa se sia un messaggio dubbio, ambiguo o fuorviante, è fondamentale individuare un target, promuovere il prodotto e svuotare i magazzini.

Specialmente nel mercato degli Smartphone, circolando molti spot accompagnati di messaggi contaminati da ogni tendenza nata attorno a questi device.
Non sono in grado di dirvi esattamente quanto è nata questa abitudine, sicuramente però le prime ha iniziare sono state le compagnie telefoniche con i loro annunci.

Sorridenti giovani fanno un Selfie che si perderà non appena il cellulare finirà in mare.

In questo mondo i Selfie e la presenza nei Social Network diventano una necessità impellente, da utilizzare in ogni frangente, anche in quello delle vacanze estive.
Quando a spiaggia una persona “normale” dovrebbe rilassarsi senza notifiche, email, immagini idiote da gruppo whasapp.
Alle compagnie telefoniche non importa se siete stressati di continuo per l’uso nevrotico del cellulare; vogliono venderti le loro offerte.
Generalmente le promuovono mostrandovi un gruppo di giovani sorridenti, coinvolto in una festa infinita, dove ballano e ridono di una felicità innaturale.
Anche qui è presente quella palese e accettata falsità che rende tutto il messaggio più accettabile e gradevole.

Mentre si attende la risposta di un call center, si balla per passare il tempo.

Uno spot recente che mi è capitato di vedere nelle miei rari utilizzi della televisione è stato prodotto da Duracell, azienda produttrice di batterie, famosa per il coniglietto rosa che smette mai di correre, enfatizza una di queste tendenze inutili da social, deformandola come una necessità.
Questo è lo sponsor della sua Power Bank:

“Mi scusi, se avevo un ragazzo, gli facevo fare la foto a lui”

Una ragazza DEVE fotografare del cibo in un ristorante, però ha il dispositivo scarico e lo collega a una presa sul muro presente in quel locale, che sicuramente è collocato fuori della Liguria; perché qui da me è già tanto se sono alimentate le lampadine.
Il filo di alimentazione è corto e si stacca dalla presa quando la ragazza tira per allungare il cellulare verso il piatto.

Anche in Ritorno al Futuro è successo lo stesso a Doc.

Oh che disastro, Oh che tragedia!
Come può la povera ragazza a rendere pubblico il suo pranzo a amici, parenti e persone a cui non interessa un cazzo della sua dieta?

Un Energizer Bunny che arriva senza correre.

Trasportato da un carrello per le vivante, arriva il coniglietto rosa (che una volta era di peluche e oggi è completamente renderizzato).
Sorridente, lancia alla ragazza il Power Bank dalla forma familiare e questa ricarica la batteria del cellulare.

Le cose belle della vita.

Finalmente la ragazza riesce a fotografare il piatto di Buccia di Arancia al pomodoro, cotta al vapore e condita con melassa e fiori di loto.
Sul menù è indicato con un prezzo di € 300,00.

Osservando in modo distaccato questo messaggio mi è nata una domanda;
Lo sponsor sarebbe stato maggiormente efficace se la storia avesse avuto un motivo conduttore più utile che una foto a del cibo?
Ad esempio, se avesse utilizzato il cellulare completamente ricaricato per chiamare il ragazzo e dire che era al ristorante, oppure chiamare un’ambulanza e ricoverarsi per nausea da Buccia di Arancia al Pomodoro.
Il messaggio attorno della Power Bank era diverso ma sarebbe stato ugualmente utile per la sua propaganda?

Sarebbe anche opportuno chiedersi perché la ragazza, invece di spendere i soldi per una power bank, non si compra un cavo di alimentazione più lungo, già che trova i locali con le prese elettriche a disposizione dei clienti.

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Fabio Basso

Published by Fabio Basso

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