Analizzato da due anziani al Bar.

Alfonso è un pensionato da qualche decade. La sua giornata è un monotono susseguirsi di attività noiose, che cominciano il mattino e finisce la sera davanti Telegiornale.

Qualche giorno fa però a Alfonso è accaduto un evento incredibile; ha accompagnato suo nipote al cinema per vedere il film: Men in Black International.
Sono anni che l’uomo non entra in una sala cinematografica e la sua personale cineteca si è fermata ai film Western, dove finiva tutto in sparatoria in un villaggio circondando dal nulla.
Questa nuova esperienza porta l’uomo a condividerla con il suo amico Giangianni, che quotidianamente incontra in un minuscolo bar all’Italiana, che sembra aperto solo per loro due .
Questo è lo scritto della loro conversazione:

— Sai Gian, ieri sono andato al cinema con il nipote, non ti dico il mal di testa…
— Che film hai visto?
— Ha un nome difficile inglese tipo Maningblack national, Meginblac intionale, Maginbuk nazionali…ricordo che la storia inizia con due uomini vestiti di nero, che sembrano usciti da un funerale.
— A proposito di morti, lo sai che è mancata Flavianna? la moglie di Gianumberto!
— Maccome! era ancora giovane, aveva solo 87 anni!
— Che vi vuoi fare? eh, la vita è una corsa inarrestabile contro la morte…
— Quanto hai ragione Gian, dicevo, questi due uomini hanno pistole strane in mano e aspettano un’invasione aliena, dentro una stanza in cima alla Torre Eifel.

— Orpolà è un Western?
— Non mi chiedere il genere che non l’ho ancora capito. Gli alieni arrivano e hanno i tentacoli, sembrano dei polipi come quelli che pescava Bearmio, buonanima. Gli uomini sparano e la scena finisce.
— E chi muore?
— Non si capisce. La scena dopo si vede una ragazza mulatta che dopo aver aiutato un alieno pericolosissimo a scappare da casa sua, da la caccia a questi uomini in nero che, a quanto pare, fanno parte di una associazione segretissima che controlla gli alieni sulla terra.
— E ce ne sono tanti di questi marziani?
— Gian non puoi mai crederci, sono tantissimi!
— E Come fanno a osservarli tutti?

— Hanno televisori enormi! Sai come si vederebbe bene la Champion League!
— Allora stanno tutto il giorno davanti la tv?
— Ma va!, c’è il protagonista, che è un bel ragazzo alto e biondo che somiglia tanto al figlio di Marionzio. Pensa che lo vedo sempre con una ragazza diversa ogni giorno.
— Quello che lavora al Supermercato o quello che spaccia?
— Quello alto e biondo, non conosco il suo nome.
— Allora è quello più giovane, lo vedi con figliuole sempre diverse perché gli vende la droga.
— Vabbè, sto agente belloccio incontra un alieno grosso è coinvolto in un caso di omicidio, però lui confessa di essere innocente al Carabiniere Nino Cecchini.


— Alfò, mi sa che ti confondi con la puntata dell’altro ieri di Don Matteo.
— Porcatroia, hai ragione, in questo periodo sto guardando tanta fiction!
— Hai sempre fatto casino con le tue storie eh, la ragazza mulatta che fine fa?.
— Riesce a entrare nell’organizzazione e diventa un agente in prova.
— Come il nuovo vigile, il nipote di Viviallo, che ieri ha fatto una multa all’Ape 50 del Capo Stazione. Manca poco e finiva in rissa.

— Poi ci sono due stramboidi gemelli che hanno gli occhi luminosi e si muovono in modo tarantolato.
— Saranno drogati.
— Ma no!, sono due alieni che vogliono un’arma per fare tagliare l’erba nel loro pianeta.
— Allora sono due alieni Drogati.
— Non credo Gian, possono diventare gassosi e arrivano da una galassia misteriosa…

— Misteriosa come la bolletta del gas; l’ho fatta leggere anche a mio Figlio che è Ingegnere e anche lui non riesce a capire quanti metri cubi consumo al mese.
— Va che non sono le uniche cose bizzarre nel film; c’è un uomo che al posto della barba ha un verme peloso, un pedone delle scacchiera proveniente da chissà quale galassia e una ragazza con tre braccia.

— Ah! quando ero giovane ho incontrato una ragazza talmente brava… altro che tre braccia, sembrava ne avesse mille!
— Brava a fare cosa?
— A cucinare! Faceva dei manicaretti che erano una favola! mi sembra si chiamasse Ariarba. Chissà che fine ha fatto? Non l’ho più vista da quando sono partito per il militare.
— Scusa, non è tua moglie!?
— Ah è vero. Continua pure…
— Chettidevodire, il belloccio è in coppia con la mulatta, a lei piace da morire ma non lo corteggia e non si baciano mai, anche se finiscono da soli nel deserto. Anzi viene coinvolta in una storia paradossale dove viene messa in pericolo la nostra terra…

— La nostra terra!? quella dove coltiviamo i pomodori?
— La TERRA, il nostro pianeta, capisci Gian?
— Aaaah! Come fanno gli alieni a distruggere una cosa cosi grossa? e soprattutto, a cosa gliene viene a loro?
— E che cosa ne so?, magari si divertono a far saltare in aria le cose, come i nipoti di Nannillio, che ogni capodanno fanno brillare il cassonetto di Via Brandiboldi.
— Quelle piccole pesti! Vabbè, un uomo e la donna da soli riescono a salvare il pianeta?
— Ci riescono perché hanno una tecnologia molto avanzata, superiore a quella che abbiamo oggigiorno.
— Superiore al Telefono con la rotella?
— Certamente!, pensa che riescono a viaggiare da Londra a Parigi usando una Metropolitana sotterranea. Riescono a arrivare in pochi minuti a Napoli, partendo dal Deserto africano.
— Cavolo, sono più veloci di Davidezio!, una volta mi ha portato con lui nella sua 125 e mi sono cagato addosso, abbiamo fatto Muralazio – Biblione in meno di 15 minuti.
— Spericolato come sua nonna! Questi Uomini in Nero hanno anche un attrezzo, chiamato Neuralizzatore, che ti spara una luce negli occhi, cancellandoti la memoria.


— Veramente ce l’abbiamo anche noi, si chiama vecchiaia.
— Non dire idiozie, io ho ancora una buona memoria, certo non perfetta, però ancora perfettamente integra, in ogni caso, dove ero rimasto?
— A dire cosa?
— Stavamo parlando di qualcosa…
— Di Cosa?
— Ah ora ricordo! lo sai che il figlio di Maronzio spaccia?
— Quale? il piccolo o il grande?

Fine

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Fabio Basso

Published by Fabio Basso

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