Sarà sicuramente successo a molti di voi. In una giornata come tante altre siamo impegnati nella nostra vita quotidiana, quando improvviso pensiamo a un amico o a un’amica.
Non lo vediamo da tanti anni, chissà che fine a fatto…
Improvvisamente squilla il telefono e dall’altra parte della cornetta troviamo lui o lei che ci saluta.
“Non ci crederai, pensato proprio a te!” – Dite a Lui/lei con entusiasmo.
Spiegazione immediata di questa esperienza: Siamo telepatici.

Anche se non sono un esperto di Neuroscienze, sono in grado di spiegare questo fenomeno, senza attribuirlo a abilità paranormali che purtroppo non possediamo e pensiamo di avere.

Dovete sapere che nell’arco di una giornata , il nostro cervello è in grado di generare approssimativamente sessantamila (60.000) pensieri. In questo affollato scenario mentale in cui siamo tutti noi siamo coinvolti, sono inclusi brevi riflessioni sul passato, digressioni sul futuro, critiche sulla nostra persona e sugli altri, lamentele sul tempo, proteste verso il destino, appuntamenti a cui dobbiamo andare, idee geniali, cazzate incredibili, domande rivolte a noi stessi e vaghi ricordi condivisi con altre persone, amici, parenti, sconosciuti visti una volta, scappatelle di una sera, ecc ecc.

Secondo il Buddismo la nostra mente è come una scimmia impazzita che salta da un albero all’altro senza mai fermarsi, laddove gli alberi sono i nostri pensieri. Lo fa continuamente, anche quando dormiamo, generando sogni vividi e alcune volte nebulosi.
Inutile negare l’evidenza; la maggior parte di noi è preda della mente e si lascia coinvolgere da lei quotidianamente. Esiste anche il modo di distaccarsi da questi invadenti pensieri, però non è questo l’articolo in cui voglio affrontare questo argomento.

Ora che abbiamo confermato l’eterno casino che abbiamo tutti in testa, facciamo qualche calcolo, approssimativo e comunque rilevante. Ipotizziamo che sono passati 10 anni dall’ultima volta che abbiamo incontrato o visto il nostro amico/a dell’esempio di cui sopra, che ha telefonato inaspettatamente perché lo abbiamo predetto con il pensiero.
In dieci anni ci sono 3652 giorni. (tremilaseicendocinquantadue)
Nel corso di questi lunghi 3652 giorni abbiamo avuto ben 219.120.000 pensieri (duecentodiciannovemilioniecentoventimila).
Potrebbe essere il montepremi in Seghe Mentali del Super Enalotto.

Ora, immaginiamo di essere in una stanza da soli, assieme a una mosca che continua a tormentarci. Fastidiosa oltre il sopportabile, decidiamo di ucciderla e l’unica arma presente in quella stanza è una Mitragliatrice M60

Letale e pericoloso contro gli insetti.

Decisi a fare fuori l’insetto, iniziamo a sparare forsennatamente avendo a disposizione ben 219.120.000 proiettili. Secondo voi prima di finire le munizioni e avendo dieci anni di tempo, riusciamo a colpire la mosca?

Esattamente come colpire un piccolo insetto con una mitragliatrice, prevedere la chiamata di un’amico/a che non vediamo da tempo è una questione di probabilità, accaduta grazie all’intervento di grandi numeri.

Molti sono convinti che, nella vita, niente avviene per caso, c’è sempre un filo conduttore che lo lega, uno scopo che noi dobbiamo scoprire.
Se volete credere a misteriose forze invisibili che coinvolgono le nostre vite, fate pure, potreste anche avere ragione.
In ogni caso vi posso assicurare che è possibile comprendere con la semplice logica, senza avere una Laurea, molti eventi che noi pensiamo siano paranormali.

Prossimamente scriverò altro sull’argomento, ora vi lascio che ho una mosca in camera che mi sta continuando a ronzare in torno.

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Published by Fabio Basso

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