Tendenze nate sui Social Network

Sono oramai anni che su Facebook, gli utenti condividono filmati con incluse nella traccia video enormi didascalie che riassumono, in poche parole, il contesto trattato del filmato oppure lo presentano con una frase d’effetto.
Tanto per farvi capire, qui di seguito pubblico alcuni esempi:

Scommetto che vi viene automatico premere il tasto play a centro immagine.

Non mi sto riferendo ai meme in cui queste scritte potrebbero essere giustificate, bensì indico quei filmati che trattano ogni genere di argomentazioni, alcune volte importanti e di attualità.
Contenuti che, il più delle volte, non sono originali; provengono da altri fonti come Youtube, Siti di Notizie, oppure catturati direttamente dai canali televisivi italiani o sono spezzoni di film.

Presentato in questo modo, un contenuto multimediale può certo attirare qualche click in più e, nello stesso tempo, è in grado di generare disinteresse verso lo spettatore, specialmente se la durata è eccessiva, in quanto il cuore del contenuto esposto nel video è felicemente esposto dalla didascalia.
In questo modo sembra quasi superfluo guardarlo interamente, tanto lo sappiamo già.

In realtà queste scritte possono essere fastidiose perché invadono una parte dello schermo che andrebbe destinata al video, cambiando in peggio il suo aspetto. Anche se alcune volte evidenziano il nome del gruppo o della persona che ha pubblicato il contenuto, questo non giustifica come simili etichette possano sostituire un canonico titolo.
Se riesci a sintetizzare il contesto di un contenuto multimediale di 10 minuti in poche parole, esponi lo stesso concento pubblicando una testo e non un video.

Abbiamo veramente bisogno di una spiegazione scritta sopra due bande nere per capire il contenuto di un filmato?

Published by Fabio Basso

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