Il volo dell’Albatraoz

Non avendo nessuna competenza in merito e con la profonda convinzione che quotidianamente siamo circondati dall’arte, in ogni sua forma, provo a scrivere una scrupolosa indagine di una lirica scritta in inglese da AronChupa e inclusa nel brano:“I’m a Albatraoz”.
Un testo dal contenuto rivoluzionario che evoca emozioni ambigue e latenti in ognuno di noi.

Fatti raccontare una storia 
su una topolino chiamata Dilory.

La poesia inizia con una fiaba, senza aggiungere quel:”“C’era una volta”, usato e abusato centomila volte in molti altri racconti. Inoltre, il poeta non chiede il consenso per raccontare la sua storia, la impone al lettore senza mezzi termini, che a lui piaccia o meno.

Dilory era una Topolina in una grande casa marrone
Si definiva la gnocca
con i soldi i soldi a disfare

Dietro un racconto infantile origine si cela uno spaccato della nostra società, dove un piccolo roditore rappresenta una affascinante donna, benestante oltre ogni immaginazione, che tutti vogliono avere e pochi riescono a avvicinarla.
Un modello inavvicinabile di benessere e presenza fisica tanto amato dal pubblico, quanto disprezzato.

Fanculo quella topolina, perché io sono un Albatraoz
sono un Albatraoz
sono un Albatraoz

Non importa quanto un soggetto sia bello, facoltoso e desiderato da altri, perché se fai parte di un altro tipo di specie animale, anche il più bello del topi sarà incompatibile per te e la sua presenza verrà accolta con glaciale indifferenza.
Un po come quanto i tuoi amici discutono per ore, al bar, di quanto possa essere buona quella determinata marca di birra o quel determinato tipo di Vino e tu ti stai facendo due coglioni cosi, perché sei astemio.

Dilory ha detto che era una topolina 
si è fumata il formaggio e lo ha acceso .

Anche l’individuo più bello e attraente possiede lati oscuri che vengono accettati dalla società unicamente per il suo gradevole aspetto. La bellezza è in grado di fare passare in secondo piano difetti molto gravi che possono minare qualsiasi convivenza, come quello di usare le granate nella lavatrice al posto del detersivo in capsula o parcheggiare la macchina sopra le persone sedute sulle panchine.
In questo caso, il vizio della Dilory è fumarsi un genere alimentare che di solito i roditori mangiano.

Dilory era una strega, sì una piccola stronzetta 

L’ambigua topolina è la rappresentazione di quel genere di donna che può farti impazzire e che, allo stesso tempo, non puoi fare a meno di frequentare. Puoi odiarla quanto vuoi, ripudiarla con tutte le tue forze perché ti sta rendendo la tua vita un inferno, tuttavia ritornerai sempre in ginocchio da lei per farti perdonare; ogni uomo è in grado di essere autoritario, ribelle e coglione nello stesso giorno.

Fanculo quella topolina, perché io sono un Albatraoz
sono un Albatraoz
Ce l’ho 
sono un Albatraoz
sono, sono
sono un Albatraoz

Il concetto di estraneità verso una tipologia di persone differenti viene rimarcato con decisione, più volte, durante il corso di questa breve poesia.
L’autore vuole inoltre sottolineare quanto il comune disinteresse possa essere salvifico, perché in grado di sgretolare la condizione sociale di due individui, avvicinati unicamente per un accidentale coito.
La poesia termina con un ultima e importante motto: “sono un Albatraoz”.
Nella simbologia antica, l’Albatraoz è un animale immaginario che vive nella nostra mente ed è in grado di dirottare i nostri pensieri, anche i più importanti verso un imperioso interrogativo:”si ma a me, che cazzo me ne frega?”

La visione consigliata della catartica lirica.

Published by Fabio Basso

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